DUE CUORI E UN FACSIMILE

Alumina - Gennaio-Marzo 2007

INTERVISTA A MICHAEL E LINDA FALTER - Juan Holzmann

Condividere giorno per giorno passioni, interessi e progetti. Il sogno di ogni coppia è diventato realtà per Michael e Linda Falter, titolari a Londra di Facsimile Editions. Una casa editrice che ha fatto dell’eccellenza il proprio marchio di qualità ma con una marcia in più: una bella storia d’amore

Mentre le coppie che arrivano a celebrare le nozze d’argento possono avere tesaurizzato al massimo un ricco bagaglio di esperienze e di ricordi, Linda e Michael Falter condividono qualcosa di non comune: un’azienda, Facsimile Editions Limited, che entrambi gestiscono tuttora insieme a Londra, con un catalogo di pubblicazioni unico al mondo che porta il loro nome e che comprende alcuni dei più pregevoli manoscritti illustrati mai creati negli ultimi mille anni dai minatori ebrei: la Bibbia Kennicott, la Miscellanea Rothschild, la Bibbia d’Alba, la Miscellanea della Francia del Nord. Tutti pubblicati in facsimile. Tutti scrupolosamente riprodotti dai Falter, sulla base di originali custoditi gelosamente, per essere poi venduti in edizioni limitate a collezionisti e istituzioni di tutto il mondo mentre le selezioni cromatiche vengono distrutte. Tutti di squisita fattura e uno in particolare – la Bibbia d’Alba – anche portatore di una precisa valenza simbolica in occasione di un evento politico. Nel 1992, infatti, una copia della Bibbia stampata dai Falter (l’originale, una versione scritta in castigliano dell’Antico Testamento – ovvero la Bibbia degli ebrei – risale alla metà del XV secolo) è stata offerta a Madrid al re di Spagna Juan Carlos nel corso della cerimonia di benvenuto con cui veniva ufficialmente sancito il ritorno degli ebrei in Spagna cinque secoli dopo l’editto che per volere degli antenati dell’attuale sovrano, Isabella e Ferdinando, aveva decretato la loro espulsione dalla Penisola Iberica.

DAGLI AZTECHI ALLA BIBBIA

I Falter si sono conosciuti a Oxford nel 1980 e si sono sposati nove mesi dopo. Entrambi avevano il medesimo interesse per le arti e la stampa, ma provenivano da esperienze del tutto diverse. La famiglia di Michael, di origine ebraica, era stata attiva nel campo della stampa per tre generazioni: il nonno era stato un fornitore di articoli da stampa a Praga, mentre il padre, fuggito da Vienna dopo l’occupazione nazista, si trasferì nel 1938 a Londra, dove alcuni anni dopo diede avvio a un’azienda di macchinari per la stampa. “Dal punto di vista professionale – dice Michael – i miei unici interessi sono sempre stati nel campo della stampa. Ho avuto la mia prima stampatrice all’età di dodici anni e ho cominciato la mia carriera stampando a scuola biglietti da visita e annunci.” Dopo avere lavorato per un certo tempo da Carlton, poi come direttore generale di una compagnia inglese di software, Michael ebbe l’ispirazione di riprodurre un manoscritto miniato. “Un pomeriggio – ricorda – stavo visitando il British Museum quando nella King’s Library vidi alcuni manoscritti sotto vetro. Pensai che era un vero peccato che si potessero ammirare solo due pagine alla volta, e come sarebbe stato bello poter tenere in mano questi libri e sfogliarli a volontà, specialmente se la copia fosse stata del tutto identica all’originale, con le impronte delle dita, le macchie e i fori dei tarli esattamente al loro posto.”

Facsimile Editions vanta un catalogo di pubblicazioni unico al mondo, con alcuni dei più pregevoli manoscritti illustrati da miniatori ebrei

Anche i genitori di Linda erano di origine ebraica e le loro rispettive famiglie provenivano dalla Russia e dalla Polonia. Il padre era il figlio di un fornaio giunto in Inghilterra nel 1910, mentre la famiglia materna si era trasferita dalla Russia negli anni Ottanta del XIX secolo. Linda ha frequentato le scuole in Svizzera, poi, prima di rientrare in Inghilterra per dare una mano a suo fratello nell’amministrazione della sua azienda di prodotti di bellezza, ha lavorato per le Nazioni Unite a Ginevra e a Teheran e ha gestito un ristorante a Los Angeles. Ha anche trascorso qualche tempo in Messico con un cugino che si occupava di codici aztechi.

“Abbiamo girato il Messico in lungo e in largo per tre mesi – racconta Linda – mentre mio cugino commissionava a interi villaggi zapotechi grandi arazzi con riproduzioni di codici aztechi che poi rivendeva a importanti istituzioni americane. Non avevo mai visto prima dei manoscritti precolombiani e ne rimasi affascinata.” I suoi interessi principali, a quel tempo, erano l’arte e i libri, e lei stessa ammette che prima di incontrare Michael non aveva mai sentito nominare la parola “facsimile”. Tutto cambiò non appena vide il manoscritto destinato a diventare il loro primo progetto editoriale: la Bibbia Kennicott. Un libro sontuosamente miniato, conservato presso la Bodleian Library di Oxford fin dal XVIII secolo e raramente visibile da chiunque non sia uno studioso dei più accreditati. Si sa che la Bibbia, datata 1476, venne realizzata a La Coruña, nel nord della Spagna, ma quali siano state le sue vicende tra la cacciata degli ebrei e il suo arrivo a Oxford resta ancora un mistero. Fatto sta che il suo rientro nella storia ha una data precisa, il 1771, quando un tale di nome Patrick Chalmers si presenta alla Bodleain e vende il libro al bibliotecario, l’ebraista Benjamin Kennicott.

La Bibbia Kennicott, datata 1476, venne realizzata a La Coruña, nel nord della Spagna, ed è oggi conservata presso la Bodleian Library di Oxford

L’impresa di riprodurre la Bibbia è stata realmente un atto d’amore. All’inizio la Bodleian rifiutò la richiesta dei Falter perché il progetto era troppo impegnativo, gli aspiranti editori non avevano alcuna credenziale riguardo alla riproduzione di manoscritti e la Oxford University Press aveva intenzione di riprodurre l’opera. “La Bodleian ci suggerì di cominciare con un opuscolo! – ricorda Linda – Ma noi non ci lasciammo scoraggiare, prendemmo in prestito del denaro e usammo tutti i nostri risparmi. Poi, tra gli innumerevoli altri problemi di carattere tecnico, ci toccò l’immensa fatica di trovare lo stampatore giusto.” Dopo mesi di trasferte in tutta Europa, i Falter si imbatterono in un’azienda milanese, le Grafiche Milani, e in Luigi Canton, un tecnico della stampa e appassionato bibliofilo che vide subito nel progetto Kennicott la sfida suprema della sua carriera di stampatore. Tra l’altro, anche se in precedenza non avevano mai stampato un libro di questo genere, le Grafiche Milani riuscirono subito a capire qual era il tipo di carta più adatto per i facsimili. Fu un incontro felice. Facsimile Editions aveva appena festeggiato il venticinquesimo anniversario della sua attività, le Grafiche Milani il loro centenario, e da allora le due imprese hanno continuato a lavorare insieme con spirito di grande collaborazione e di fraterna amicizia.

SFIDE NUMERATE

“A quel tempo – spiega Michael – i più grandi produttori di facsimili erano svizzeri e austriaci, ma stampavano soltanto su carta patinata, mentre noi sapevamo che per la Kennicott ci voleva qualcosa che avesse la trasparenza e la texture tattile della pergamena, e quindi questo tipo di carta dovette essere prodotto espressamente per noi. Luigi e io, indipendentemente l’uno dall’altro, scoprimmo una cartiera sulle Alpi – la stessa che ancora ci fornisce la carta – ma ci vollero mesi prima che la carta realizzata da loro potesse affrontare la difficile impresa della stampa a dodici colori su entrambe le facciate.” “Il testo e la decorazione miniata sul verso della pagina di un facsimile – aggiunge Linda – devono trasparire sul recto ma solo in misura appena percettibile, per cui la carta non deve essere né troppo morbida né troppo ruvida.”

Molti dei manoscritti riprodotti dai Falter, se non tutti, presentano inoltre miniature dorate di finissima fattura. Nel caso della Bibbia Kennicott, per esempio, il solo modo per ottenere risultati all’altezza degli originali era ricorrere a una apparecchiatura svizzera del costo di mezzo milione di dollari. Furono fatte svariate prove, tutte però poco soddisfacenti, così i Falter decisero di applicare l’oro con lo stesso metodo di lavoro dei primi doratori, cioè a mano. Per completare l’opera ci vollero sette artigiani e quattro mesi, mentre nell’insieme il progetto richiese oltre cinque anni di lavoro. Ma ventun anni dopo un collezionista pagava per una copia la bellezza di 7700 dollari.

Per la Bibbia Kennicott è stata prodotta una carta che avesse la trasparenza e la texture della pergamena

Dopo la Bibbia Kennicott, Facsimile Editions ha prodotto una decina di titoli, tra cui opere come la Miscellanea Rothschild (un florilegio italiano di settanta opere ebraiche databili agli anni Settanta del XV secolo), e la Bibbia d’Alba, l’Haggadah di Barcellona, il Salterio di Parma e la Miscellanea della Francia del Nord. Ma non tutte le pubblicazioni di Facsimile Editions sono propriamente dei codici, dato che una di esse è solo il frammento di una Torah, mentre un’altra, il Perek Shirah, è un manoscritto boemo del Settecento di trentaquattro pagine (un “inno cosmico al Creatore”), del tutto privo di oro. Linda ci tiene a sottolineare che non esiste un originale uguale all’altro: “Ogni manoscritto, ogni libro – sostiene – è un’entità a sé stante. E certi progetti sono relativamente più facili da realizzare semplicemente perché l’originale è a portata di mano, come per esempio l’Haggadah di Barcellona, conservato nella British Library”. Nella maggior parte dei casi, invece, i manoscritti si trovano all’estero, per cui Linda deve recarsi sul posto a intervalli regolari per confrontare le prove di stampa con l’originale, apportare tutte le necessarie correzioni e predisporre nuove prove affinché il risultato sia il più possibile vicino all’originale. Prove che vengono sempre effettuate sulla stessa carta del facsmile in modo da non avere sorprese quando alla fine, in Italia, si passerà alla fase della stampa.

“Ci siamo resi conto – continua Linda – che la Miscellanea della Francia del Nord e il Salterio di Parma avevano un’importanza particolare, perché erano molto antichi, essendo entrambi databili intorno al 1280. Con la Miscellanea Rothschild, invece, volendo mantenere fede al nostro impegno di assoluta fedeltà all’originale, abbiamo dovuto affrontare il problema di praticare 92mila forellini sul margine dei fogli lungo tutto il manoscritto, perché nell’originale il calligrafo aveva fatto la stessa cosa con uno stilo allo scopo di mantenere ogni riga di testo esattamente orizzontale.” Ed è proprio questa loro passione per l’autenticità che rende così unico il lavoro di Facsimile Editions. Dopo la Bibbia Kennicott, per esempio, dove l’oro dovette essere applicato a piatto – esattamente come nell’originale – i Falter scoprirono una nuova tecnica. “In molti di questi testi – spiega Linda – l’oro risulta leggermente sollevato rispetto al piano della pagina. Noi quindi, per quanto ne so, siamo gli unici al mondo a usare oro rialzato invece che semplicemente a rilievo. In altre parole, noi applichiamo l’oro su una superficie preventivamente rialzata in modo che il volume finito presenti un aspetto praticamente indistinguibile dall’originale.”

È l’assoluta fedeltà agli originali che rende unico il lavoro di Facsimile Editions. Per l’ultima fatica, una megillah, è stata utilizzata vera pergamena fabbricata con tecniche antiche

Per quanto riguarda i colori, il procedimento è altrettanto laborioso. I tecnici milanesi, infatti, realizzano scansioni cromatiche di alta qualità, usando una sofisticata tecnologia digitale che consente anche aggiustamenti manuali, mentre le prove di stampa delle scansioni vengono fatte sulla medesima carta o pergamena utilizzate per il facsimile. La Bibbia Kennicott è stata stampata a dodici colori, mentre per le opere successive si è ricorsi generalmente alla stampa a nove colori. Linda segue personalmente le operazioni di stampa dell’intera tiratura e Michael ha calcolato che durante la stampa della Bibbia d’Alba deve aver percorso sessantaquattro chilometri solo per portare il primo foglio di stampa dalla sala macchine all’ufficio adiacente, dove una grande finestra consente di controllare la fedeltà cromatica alla luce del giorno. Per qualche libro, poi, il processo di stampa ha richiesto tanto tempo che la coppia si è dovuta trasferire a Milano per quattro mesi.

NUOVI TRAGUARDI

L’ultima realizzazione dei Falter è una sorta di nuova partenza: è una megillah, ovvero un rotolo con il testo del Libro di Esther, tratto dell’Antico Testamento e destinato alla lettura ad alta voce nelle sinagoghe, tra febbraio e marzo, nel corso della celebrazione dei Purim, una festività che ricorda le circostanze straordinarie in cui gli ebrei, nella Persia del V secolo a.C., riuscirono a sfuggire a un massacro ordinato da Serse. È un oggetto particolare, fedelmente copiato da una megillah realizzata in Germania intorno al 1700 e ora di proprietà di un collezionista israeliano. In pratica, ogni personaggio della vicenda dei Purim – dagli eroi ai furfanti – vi è raffigurato in vivaci miniature disposte attorno a un testo nitido e squadrato, scritto sulla pergamena, in modo alquanto insolito per una megillah, dopo l’applicazione del partito decorativo. Copiosa, inoltre, è la presenza nelle illustrazioni di costumi e architetture del XVIII secolo, mentre sotto l’aspetto tecnico va sottolineato il fatto che per la seconda volta, in quest’opera, i Falter hanno utilizzato vera pergamena, fabbricata in Inghilterra secondo tecniche produttive vecchie di secoli ma tuttora in uso. Una sfida del tutto particolare, poi, è stata la realizzazione della custodia della megillah: un solido cilindro d’argento con un manico, abbastanza simile a un matterello. L’originale fu eseguito a Vienna nel 1824, mentre i 295 esemplari realizzati da Facsimile Editions per la loro megillah sono opera di un orafo di origine russa vivente in Israele.

A ogni nuovo progetto si può dire che i Falter si avventurano in un territorio inesplorato. E anche se il loro marchio di fabbrica sono le antichità giudaiche, il che è tutt’altro che sorprendente viste le loro origini, si può dire che con le loro tecniche innovative e micrometriche i due editori, dando vita a prodotti di eccezionale splendore e di straordinario valore scientifico, sono indubbiamente destinati ad aprire in futuro, in questo settore, orizzonti sempre nuovi almeno fino al momento delle loro nozze d’oro. “Abbiamo impiegato venticinque anni – spiega Michael – per costruire la nostra attuale reputazione di editori di facsimili dotati di una vocazione senza compromessi per la qualità e la perfezione. Adesso abbiamo tutte le capacità e le competenze per riprodurre ogni genere di codice, e siamo pronti ad affrontare imprese sempre più innovative e stimolanti pur di aggiungere altri manoscritti alla nostra biblioteca medievale.”